domenica 28 marzo 2010


CENNI STORICI

Il Football Club Internazionale Milano nacque al ristorante L'Orologio la sera del 9 marzo 1908 da una costola di 43 dissidenti, guidati dal pittore Giorgio Muggiani, del preesistente Milan Football and Cricket Club, che aveva imposto il divieto di far arruolare altri calciatori stranieri a quelli già presenti nella rosa.[10] Gli stranieri erano per gran parte l'ossatura delle nuove società di calcio che stavano sorgendo e il fatto di non arruolarli sembrò essere irriconoscente verso di loro.[11] Proprio Muggiani scelse i colori che saranno per sempre l'emblema della società: il nero e l'azzurro. Il primo presidente fu Giovanni Paramithiotti, mentre il primo capitano fu Hernst Marktl, che tra l'altro fu uno dei fondatori del Milan.[11]
Nel 1910 l'Inter vinse il suo primo scudetto, cui seguirono delle stagioni deludenti. Con lo scoppio della prima guerra mondiale fu interrotta l'attività sportiva che riprese nel 1920, anno che vide l'Inter prevalere per la seconda volta. Nella stagione 1921-22, a seguito della scissione tra FIGC e CCI, l'Inter, partecipante a quest'ultimo campionato, si piazzò ultima nel proprio girone e, beneficiando del Compromesso Colombo, in virtù del quale furono ristrutturati tutti i campionati, partecipò allo spareggio salvezza con la Libertas Firenze. I nerazzurri prevalsero per 3 reti a zero in casa e pareggiarono per 1-1 in trasferta, restando così nella massima categoria.[12]
Con l'inizio del Ventennio l'Inter, simboleggiata in questo periodo dall'estro di Giuseppe Meazza, si trovò costretta ad adeguarsi alle ragioni di partito: al Partito Nazionale Fascista non piacque il nome della società, troppo poco italiano e soprattutto simile al nome della Terza Internazionale Comunista. Così nel 1928 l'Inter si fuse con l'Unione Sportiva Milanese e assunse la denominazione di Società Sportiva Ambrosiana, poi mutata in Ambrosiana-Inter che mantenne fino al 1945. Durante il primo anno con il nuovo nome l'Ambrosiana vinse il primo campionato di Serie A giocato a girone unico con due giornate d'anticipo, oltre a issare Meazza capocannoniere a quota 31 reti. Dopo un dominio incontrastato della Juventus i nerazzurri conquistarono il loro quarto tricolore nel 1938. Meazza fu re dei bomber per la terza volta (lo divenne anche nel 1935-36). L'anno successivo l'Ambrosiana vinse la sua prima Coppa Italia sconfiggendo in finale il Novara per 2-1.[13][14] Dopo un solo anno di digiuno, i milanesi tornarono a conquistare lo scudetto, superando l'improvviso stop di Meazza, bloccato da problemi ad un piede: per l'Inter fu il quinto titolo della sua storia. Otto giorni dopo la celebrazione del successo l'Italia entrò in guerra. Nel 1942, nel pieno del secondo conflitto mondiale, Carlo Masseroni fu nominato presidente, carica che avrebbe ricoperto per 13 anni. Fu lui ad annunciare, sabato 27 ottobre 1945, che «l'Ambrosiana torna a chiamarsi solo Internazionale».[15]

Angelo Moratti, presidente dell'Inter dal 1955 al 1968
Tornata alla sua antica denominazione, la squadra non andò oltre il secondo posto nel 1948-49, la stagione della tragedia di Superga, dietro al Grande Torino. Ci vollero 13 anni prima che il club fosse di nuovo in grado di aggiudicarsi lo scudetto: nel 1952-53 e nel 1953-54 sotto la guida di Alfredo Foni. Il primo fu un successo controverso, ottenuto in buona misura grazie all'adozione della tattica del catenaccio, introdotta da Foni, rivelatasi poco spettacolare, ma estremamente efficace nel migliorare nettamente le prestazioni della difesa.[16] La squadra si ripeté l'anno successivo, stavolta optando per un cambio di tattica, dunque per la rinuncia al poco spettacolare catenaccio che le aveva dato sì gioie, ma le aveva attirato anche le critiche degli amanti dell'agonismo. Questa volta la squadra nerazzurra fu il primo attacco del campionato.[17]

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